Cattinara: Simulazioni di Rianimazione Cardiopolmonare per Salvaguardare Vite
L’ospedale di Cattinara ha ospitato, in occasione della Giornata mondiale della Rianimazione cardiopolmonare, un evento formativo rivolto a cittadini, studenti e professionisti sanitari. L'iniziativa, denominata «Salviamo una vita in un battito», mira a diffondere conoscenze cruciali per affrontare le emergenze cardiache nei primi minuti, quando il tempo è determinante per la sopravvivenza.
Il Ruolo del Tempo e della Formazione
Come sottolinea il prorettore vicario Mauro Tretiach, l’ambulanza arriva a Trieste in media in soli 11 minuti, un tempo considerato eccellente rispetto agli standard nazionali e internazionali. Tuttavia, la rapidità dell’intervento è solo una parte del quadro: l'efficacia della rianimazione dipende anche dalla prontezza di chi interviene. Il laboratorio «Mettiamo le mani sul cuore» ha permesso ai partecipanti di esercitarsi sull’uso del massaggio cardiaco, della ventilazione artificiale e del defibrillatore, guidati da istruttori esperti.
Tecnologia e Coordinamento
Il progetto si avvale di diversi strumenti per ottimizzare l'intervento. L'app Dae Fvg mappa i circa 500 defibrillatori presenti in zona, segnalandone la posizione e attivando i soccorritori registrati. In caso di arresto cardiaco, la centrale operativa di Palmanova individua il defibrillatore più vicino e invia un allarme via app a chi si trova nelle vicinanze. Il direttore delle Emergenze territoriali di Asugi, Alberto Peratoner, evidenzia l'importanza della chiamata tempestiva al 112: «Permette la localizzazione esatta, l’invio immediato dei soccorsi e l’attivazione di procedure parallele».
Dati Chiave e Prospettive
Secondo i dati forniti dal docente UniTs Aneta Aleksova, l'83% degli arresti cardiaci avviene a casa, soprattutto al mattino. Il suo studio, da presentare al congresso Esc Acute CardioVascular Care nel 2025, evidenzia l’importanza della rapidità nell’avvio della rianimazione e del coinvolgimento dei presenti. Aleksova sottolinea che la catena di sopravvivenza inizia con i cittadini, perché i professionisti sanitari arrivano in genere dopo 12-13 minuti. Il progetto mira a creare un «effetto di snowball» per ampliare le conoscenze e ridurre la paura.