Un Viaggio Oltre il Tempo
Il Padiglione Pontificio alla Biennale di Venezia ha offerto un'esperienza profondamente suggestiva, grazie a una curatela di Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, insieme al Soundwalk Collective, dedicata all’iconica figura di Hildegard of Bingen. L’installazione, intitolata ‘The ear is the eye of the soul’, si articola su due sedi: il Giardino dei Carmelitani Discalzi a Cannaregio e la Santa Maria Ausiliatrice a Castello, creando un percorso immersivo che trascende i confini del tempo e dello spazio.
Un’Opera Multimediale
Al cuore dell'installazione c'è il lavoro finale di Alexander Kluge, che culmina in dodici stazioni. Questo viaggio inizia nel 12° secolo, tra gli intellettuali contemporanei di Hildegard – Abelard, Averroes e Maimonides – e le creature fantastiche dei bestiari medievali. Il percorso si sviluppa poi verso interpretazioni del Zohar di Gershom Scholem, un omaggio a Luigi Nono con ‘The Ear Bathes in the Holy Lake’ e si dissolve infine nel Giardino Mystico di Cannaregio.
Il giardino stesso è un'opera d'arte: artisti provenienti da tutto il mondo – Brian Eno, Jim Jarmusch, Caterina Barbieri, Meredith Monk, Bhanu Kapil, Laraaji, Raúl Zurita e Kazu Makino – hanno creato installazioni che si fondono armoniosamente, invitando i visitatori a una contemplazione silenziosa. La musica di Caterina Barbieri risuona accanto a un prato di salvia e margherite, mentre le domande di Bhanu Kapil si sentono sotto un salice, con le parole di Patti Smith che emergono da rose. Le composizioni di Hildegard fluttuano lungo una fila di viti.
Secondo il Prefetto della Dicastery per la Cultura e l'Educazione, Cardinal José Tolentino de Mendonça, “il Padiglione risuona perché è universale”. L’approccio non è confessionalmente diretto, ma mira a connettere con un patrimonio spirituale condiviso. ‘L’orecchio è l’occhio dell’anima’, sottolinea il cardinale, invitando al dialogo e all'ascolto reciproco come strumento per la comprensione del mondo.