Jannik Sinner ha annunciato un ritorno al piano di recupero che aveva delineato inizialmente, focalizzato su un mese di riposo e un trattamento specifico per la sua tendinopatia. La decisione segue il fallimento del tentativo di riabilitazione in Asia e si concentra ora sulla massimizzazione delle sue possibilità di competere al meglio.
Il Trattamento PRP: Un Approccio Conservativo
Il trattamento a cui Sinner si è sottoposto a Lione prevede l'utilizzo del plasma con piastrine (PRP), una tecnica che sfrutta il potere rigenerativo del sangue del paziente. Il processo consiste nel prelievo del sangue, centrifugazione per concentrare le piastrine ricche di fattori di crescita e successiva infiltrazione nella zona interessata, spesso guidata da ecografia. L'obiettivo primario è stimolare i naturali processi di riparazione dei tessuti, riducendo contemporaneamente il dolore e l’infiammazione.
Secondo le parole del dottor Tencone, esperto sportivo e direttore dell'Isokinetic di Torino, la tendinopatia è una condizione complessa che richiede un approccio conservativo. 'La medicina migliore per una tendinopatia, oggi lo sappiamo per certo, è il recupero della forza', ha spiegato il medico. 'Lavorando bene sulla muscolatura si danno stimoli addirittura riparativi sul tendine che magari non guarisce al 100% perché è una struttura un po’ complessa, ma comincia a star bene sulla forza e abbiamo visto che va fatto anche con un po’ di dolore'. Il riposo di un mese permetterà a Sinner di concentrarsi esclusivamente sul recupero.
Dopo il viaggio in Francia e l'annuncio dello stop, Jannik è tornato a casa e trascorrerà un po’ di tempo tra le sue montagne e con la famiglia. Questo periodo di riposo rappresenta una fase cruciale per la convalescenza, considerata la migliore preparazione per tornare a Montecarlo e affrontare il circuito ATP. Il futuro programma di recupero rimane ancora da definire, ma si prevede che includerà ulteriori terapie conservative e un focus sul rinforzo muscolare.