Due ex agenti segreti italiani, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, sono stati arrestati a Roma dai Carabinieri del ROS in un'operazione coordinata con l'Agi per lo spionaggio a favore della Russia. L’inchiesta ha portato all’accusa di aver fornito informazioni sensibili nel settore della difesa in cambio di denaro da parte di un agente dei servizi segreti russi, operante in Italia con immunità diplomatica.
L'operazione è nata dalle segnalazioni dell'Agi nel 2025, che aveva individuato il reclutamento da parte di elementi russi di un ex agente italiano. Le indagini, sviluppate in sinergia con l’Aisi a causa delle implicazioni per la sicurezza nazionale, hanno portato all'identificazione di Piras, un ex funzionario dell'Aisi con una lunga carriera e specializzato nello spionaggio e nel controspionaggio, e Di Pasquale, anch'egli ex agente dei Carabinieri e precedentemente impiegato presso l’Aisi. L’inchiesta coinvolge anche cinque ulteriori militari del settore cyber della Difesa, accusati di aver fornito le stesse informazioni.
Piras, in particolare, era noto per la sua «Teoria sul Capitale Informativo» e aveva studiato approfonditamente le tecniche di spionaggio e controspionaggio, partecipando a esercitazioni internazionali con la NATO. Di Pasquale, anch'egli ex agente dell’Aisi, ha collaborato all’indagine fornendo dettagli sulle attività degli altri indagati. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di 20.000 euro in contanti presso una delle sedi coinvolte.
L'operazione rappresenta un importante tassello nel quadro più ampio della lotta contro lo spionaggio e il contrasto alle attività dei servizi segreti russi, evidenziando la necessità di rafforzare i presidi a tutela della sovranità nazionale. Il caso ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza nazionale e ha portato le istituzioni a ribadire l'impegno nella protezione delle informazioni sensibili e nella prevenzione di eventuali minacce.