La procura di Verona ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo nei confronti di tre carabinieri, tutti comandanti dell’operazione di sgombero del casolare dei fratelli Ramponi a Castel d'Azzano nel Veronese, avvenuta il 14 novembre 2025. L’indagine è stata avviata in seguito al procedimento disciplinare in corso su commissione della procura generale di Venezia, che si concentra sulle presunte negligenze nella pianificazione e nell’esecuzione del blitz. Al centro delle contestazioni ci sono decisioni come la prosecuzione dell'intervento nonostante i segnali di pericolo, inclusa la presenza di gas nell'edificio.
Processo ai Ramponi: La Situazione Attuale
L’udienza per il procedimento disciplinare è stata sospesa a causa delle indagini veronesi. L'avvocato Gianfranco Ceoletta, legale dei tre comandanti, ha formalizzato la richiesta alla Corte d'Appello di Venezia, in opposizione all'accusa di percorsi paralleli. La procura generale Paola Tonini e l’avvocato generale Nicola Proto si sono opposti alla prosecuzione delle indagini separate.
La tragedia che ha visto la morte di tre carabinieri durante l'operazione ha portato all'arresto dei fratelli Ramponi per omicidio. Il processo ai due uomini è in corso, con la giuria che dovrà stabilire le responsabilità. Le indagini correnti, ora condotte dalla procura di Verona, mirano a chiarire il ruolo e le responsabilità dei militari coinvolti nell’operazione.
La vicenda evidenzia complesse questioni legate alla pianificazione e all'esecuzione di operazioni di polizia in contesti residenziali, con particolare attenzione alla valutazione dei rischi e alla gestione delle situazioni di pericolo. L'inchiesta rappresenta un momento cruciale per la ricostruzione degli eventi e per l’individuazione di eventuali responsabilità.