Dall'Illusione alla Riconoscenza: La Fine delle Primarie
Le primarie, presentate come un’innovativa forma di democrazia partecipativa, si sono rivelate un fallimento per diversi partiti italiani, tra cui il Partito Democratico. L’idea era quella di consentire ai militanti di scegliere direttamente i candidati, superando l'influenza dei leader e dei gruppi dirigenti. Tuttavia, la realtà ha dimostrato che le primarie hanno generato più problemi che soluzioni, diventando uno strumento controproducente per la partecipazione e la coesione interna.
Il Caso Prodi e l’Unione
L'esempio più emblematico è legato alla nascita dell'Unione guidata da Romano Prodi nel 1993. La decisione di organizzare una consultazione popolare per scegliere il candidato alla presidenza del Consiglio, nonostante le evidenti difficoltà, ha permesso di raccogliere quasi 4,5 milioni di voti. Tuttavia, l’esito è stato manipolato: i risultati, fortemente favorevoli a Prodi, sono stati ignorati e l'ex presidente del Consiglio è stato escluso dagli stessi che lo avevano sostenuto due anni prima, per poi essere candidato alla presidenza della Repubblica.
Dati di Partecipazione in Calo
L’analisi dei dati di partecipazione alle elezioni primarie rivela un quadro preoccupante. Nonostante l'illusione di una maggiore coinvolgimento degli elettori, le percentuali di voto sono rimaste basse e, nel tempo, sono addirittura diminuite. Come sottolinea Luigi Corbani, ex vicesindaco di Milano, la presenza di primarie non incentiva la partecipazione, ma anzi può generare sfiducia quando i programmi eletti non vengono rispettati.
- Comunali: Aumento dell'astensione dal 19% (1990) al 52% (2021).
- Regionali: Aumento dell'astensione dal 16% (36 anni fa) all’attuale 58%.
- Camera: Aumento dall'12% a 32%.
La Paura della Guerra Fratricida
Oggi, le primarie sono viste come un ostacolo perché i gruppi dirigenti dei partiti non possono più contare su masse di elettori che versano un euro nell’illusione di poter decidere da chi essere governati. La mancanza di un leader dominante e la possibilità di una guerra fratricida tra le correnti interne generano incertezza e paura. Il rischio è quello di spuntare candidati inattesi, come accadde con Elly Schlein.
La situazione attuale è ulteriormente complicata dalla possibilità che tra Giuseppe Conte e l'ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna abbia la meglio Silvia Salis, sindaco di Genova.
Conclusione
Le primarie, un tempo promesse come strumento di democrazia diretta, si sono dimostrate uno strumento di manipolazione e divisione, contribuendo all'attuale crisi dei partiti italiani.