Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha annullato le interdittive antimafia emesse nel 2025 dalla Prefettura di Vibo Valentia nei confronti della ditta individuale Francesco Franzé e della Spurgojet srl, entrambe riconducibili all’imprenditore vibonese. La decisione, comunicata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna, difensori di Franzé, segue un ricorso contro i provvedimenti prefettizi.
Le motivazioni del Tar
Al centro della sentenza c’è la valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa e il peso attribuito dalla Prefettura ai rapporti familiari dell’imprenditore. Secondo i difensori, la motivazione dell’interdittiva, basata sulla riconducibilità dell’attività aziendale al contesto familiare, è considerata insufficiente per sostenere una valutazione autonoma e adeguata del rischio. Il Tar ha evidenziato la necessità di considerare gli esiti del controllo giudiziario sottoposto alle imprese.
La Prefettura avrebbe omesso di ponderare rispetto all’evento valorizzato le risultanze del controllo giudiziario, richiedendo una motivazione rafforzata alla luce dell’esito positivo del periodo di amministrazione giudiziaria. La vicenda aveva già visto un passaggio significativo nel gennaio scorso con l'ammissione da parte del Tribunale di Catanzaro, Sezione misure di prevenzione, della ditta individuale Francesco Franzé al controllo giudiziario, rilevando l'assenza di elementi sufficienti per ritenere l’impresa stabilmente assoggettata a organizzazioni mafiose o utilizzata come schermo per attività illecite. La Spurgojet aveva già affrontato un precedente periodo di controllo giudiziario.
Nei ricorsi presentati al Tar, gli avvocati Di Renzo e Zampogna avevano denunciato eccesso di potere, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, insufficienza della motivazione e violazione del principio di proporzionalità. La successiva valutazione del merito ha portato all’annullamento delle interdittive. La decisione riguarda la legittimità dei provvedimenti prefettizi e l’adeguatezza della loro motivazione , con particolare riferimento alla valutazione dell’attualità del rischio di infiltrazione mafiosa.
- Annullate le interdittive antimafia
- Il Tar critica la Prefettura per la motivazione dei provvedimenti
- Riconosciuto il controllo giudiziario già applicato alle imprese