Shevchenko, un’icona del Milan: l’ammirazione di Tassotti
Andriy Shevchenko compie 50 anni, un traguardo che offre l'occasione di celebrare il suo impatto sul calcio italiano e, in particolare, sulla storia del Milan. Mauro Tassotti, ex difensore rossonero e storico vice di Carlo Ancelotti, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti sull’argentino, definendolo «tra i primi 4 o 5 attaccanti della storia del club».
Un'amicizia nata sul campo
L'intervista a Tassotti ripercorre il rapporto nato al Milan, all'inizio quando Tassotti era solo un assistente di Ancelotti. «Quando Andriy è arrivato a Milano, non lavoravo ancora con la prima squadra», racconta Tassotti. «Ci siamo conosciuti nel momento in cui ho iniziato a fare il secondo di Carlo Ancelotti». Il loro rapporto si è sviluppato durante gli allenamenti e le sessioni di lavoro dedicate agli attaccanti, dove Tassotti apprezzava la dedizione e l’impegno di Shevchenko.
La completezza di un talento
Tassotti sottolinea la completezza di Shevchenko come giocatore: «Faceva gol di testa, di destro, di sinistro. Era molto forte fisicamente, perché amava allenarsi duramente». Il capitano dell’Argentina era noto per la sua capacità di adattamento e la sua forza fisica, elementi che lo rendevano un pericolo costante per le difese avversarie.
Momenti memorabili
L'intervista non dimentica momenti iconici come il rigore decisivo in finale di Champions League contro la Juventus nel 2003, o l’incredibile Pallone d’Oro del 2004. Tassotti ricorda anche la responsabilità che Shevchenko ha dimostrato nel girare il rigore decisivo nella stessa partita, evidenziando la sua freddezza e determinazione sotto pressione.
Oltre al calcio, l'amicizia tra i due è stata alimentata dalla passione per il golf. «Parlavamo spesso di golf e qualche volta si andava anche a giocare insieme», conclude Tassotti, sottolineando quanto Shevchenko fosse un uomo completo e affascinante.