A Gorizia, in un’area denominata ‘Piuma’, si sta sviluppando una situazione inedita: migranti stanno costruendo rifugi di fortuna, veri e propri ‘belvedere’ sul fiume Isonzo, utilizzando materiali di recupero come legno e pietra. Queste strutture improvvisate si affiancano ai tradizionali accampamenti allestiti presso la Casa Rossa e Sant’Ann, evidenziando una crescente necessità di assistenza e un’organizzazione parallela da parte dei richiedenti asilo.
Il ‘belvedere’ in questione, una struttura realizzata in legno e pietra con tetto, si trova praticamente all'ingresso della parte bassa de Piuma. La sua costruzione testimonia la disperazione di alcuni migranti che cercano un luogo sicuro dove ripararsi, lontano dalle condizioni climatiche avverse e dalla mancanza di strutture adeguate. La presenza di queste nuove sistemazioni di fortuna solleva interrogativi sulla gestione dei flussi migratori nella zona e sull'efficacia delle misure adottate finora.
Il Comitato per il decoro urbano di Gorizia non si sottrae alle criticità, annunciando l’avvio di una raccolta firme con l'obiettivo di sensibilizzare le autorità competenti sulla necessità di interventi urgenti. La situazione evidenzia un vuoto nella capacità di accoglienza della città e la crescente pressione esercitata dai migranti lungo il confine.
La presenza di questi accampamenti, oltre a rappresentare una sfida logistica ed organizzativa, solleva anche questioni legate alla sicurezza e all'igiene. La situazione richiede un’azione coordinata tra le autorità locali, gli enti nazionali e le organizzazioni umanitarie per garantire l’assistenza necessaria ai migranti e affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio.