La nuova produzione di ‘Traviata’ all’Arena di Verona, diretta da Paul Curran, si distingue per un allestimento eccezionalmente ricco e giocoso, che ambientava l'opera nel contesto del Moulin Rouge della Belle Époque. L'interpretazione, caratterizzata da can can di luci, piume, lustrini, drag queen, ballerini di tutti i sessi, borghesi in tuba e sciantose in giarrettiera, ha generato un effetto comico che ha riscosso un grande successo tra il pubblico.
La scelta di ambientare l’opera nel Moulin Rouge non è dettata da ragioni drammaturgiche, ma piuttosto dalla volontà di creare uno spettacolo visivamente sfarzoso e inaspettato. Il regista Paul Curran, insieme al suo team (Juan Guillermo Nova scenografo, Stefano Ciammitti costumista, Kyle Lang coreografo), ha optato per un allestimento iperaccessoriato, che include elementi iconici del cabaret come drag queen e ballerini di tutti i sessi. La presenza di un elefante in scala 1:1, sebbene finto, è stata una delle peculiarità più memorabili della produzione.
La storia dell'elefante all’Arena di Verona ha una lunga tradizione, risalente al 1960, quando fu utilizzato per la prima volta in ‘Aida’. La sovrintendente Cecilia Gasdia ha spiegato che l'utilizzo degli elefanti nell'Arena è legato a un passato storico, in quanto l'enorme elefante presente nella rappresentazione del 1915 del cabaret bruciato nel 1915 era stato utilizzato per le sue caratteristiche. Il ritorno dell’elefante, pur finto, ha conferito all’allestimento un tocco di ironia e originalità, rompendo con la tradizione delle produzioni più austere.
Nonostante l'impatto visivo dello spettacolo, la direzione musicale di Michele Spotti è stata lodata per la sua accuratezza e autorevolezza. La giovane protagonista, Martina Russomanno, ha mostrato un notevole potenziale vocale, sebbene necessiti ancora di affinare alcune sfumature interpretative. Gli applausi più entusiasti sono stati riservati allo ‘sparo’ di coriandoli, che ha concluso la serata in modo spettacolare. L'Arena di Verona, con questa produzione, dimostra una volontà di sperimentare e di declinare la spettacolarità in chiave contemporanea, pur mantenendo un forte legame con la tradizione.