Gorizia è alle prese con un crescente disagio civile a seguito dell'ampliamento delle linee ferroviarie per il porto di Trieste. Il raddoppio dei binari, volto a migliorare la capacità del terminal croato, ha infatti causato un significativo aumento della frequenza dei treni, generando vibrazioni intense e un elevato livello di rumore che impattano negativamente sulla qualità della vita dei residenti e dei pazienti dell'ospedale locale.
Disagi per Residenti e Pazienti
I residenti, rappresentati dal Medeot (Comitato), denunciano una completa mancanza di attenzione da parte della RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e delle amministrazioni comunali. Secondo le loro affermazioni, «non viene fatto nulla» per mitigare il problema, aggravato dalla passività dei Comuni coinvolti. La situazione è descritta come un ‘enorme’ problema che investe l'intero territorio isontino, con una disattenzione inaccettabile da parte delle istituzioni.
Le vibrazioni, percepite da alcuni come simili a quelle di un terremoto, rappresentano una seria preoccupazione, soprattutto per i pazienti ospedalizzati e per le famiglie che vivono nelle immediate vicinanze della linea ferroviaria. La situazione ha portato alla richiesta formale di pannelli fonoassorbenti per ridurre l'impatto del rumore e delle vibrazioni.
La questione sollevata evidenzia la necessità di una pianificazione urbanistica più attenta e di un dialogo costruttivo tra le infrastrutture ferroviarie, le comunità locali e le autorità competenti. La soluzione deve tenere conto non solo dell'efficienza del porto di Trieste, ma anche del benessere dei cittadini che vivono nelle aree circostanti.