Nel cuore del Trentino, l’istituto della Fondazione Edmund Mach sta rivoluzionando il metodo di difesa dei vigneti contro i parassiti. Da oltre un secolo impegnata nella ricerca sulla vite e sul vino, l'ente, erede dell’Istituto Agrario fondato nel 1874, ha sviluppato una tecnica innovativa basata sull’utilizzo delle vibrazioni per contrastare la piaga della Flavescenza dorata, causata dalla cicalina Scaphoideus titanus. La malattia, già diffusa in Nord Italia, Francia e Svizzera, rappresenta un grave pericolo per l'agricoltura vitivinicola.
L’approccio della Fondazione Mach si discosta dai trattamenti tradizionali con agrofarmaci, concentrandosi sull’interferire con la comunicazione delle cicaline. Questi insetti comunicano attraverso vibrazioni che guidano il loro comportamento riproduttivo. Il primo vigneto vibrazionale al mondo, installato nello storico appezzamento Weizeicher, utilizza emettitori per generare vibrazioni artificiali che maschera i segnali delle cicaline, impedendo l’accoppiamento e la proliferazione della specie. Il progetto è stato rinnovato nel 2026 con nuove generazioni di emettitori più robusti e affidabili.
Il nuovo impianto a Weizeicher, esteso su circa un ettaro e mezzo, è affiancato da un secondo impianto sperimentale a Telve, in Valsugana, anch'esso di circa un ettaro e mezzo. I dispositivi sono dotati di batterie per garantire il funzionamento continuo durante la notte e di un sistema di alimentazione solare potenziato per condizioni meteorologiche avverse. La tecnologia si è dimostrata efficace nel ridurre l’impatto della malattia sulla vite.
La ricerca della Fondazione Mach rappresenta una svolta nell'approccio alla protezione dei vigneti, offrendo una soluzione sostenibile e a basso impatto ambientale per contrastare i parassiti. L’innovazione si concentra sull’utilizzo di tecnologie avanzate per preservare la biodiversità e la qualità delle produzioni vitivinicole.