Trucioli d’Oro a Osoppo: Fantoni guarda al futuro ricordando il post sisma
A Osoppo, l'azienda Fantoni ha celebrato i suoi dipendenti che hanno raggiunto i 20 anni di servizio con la tradizionale consegna dei Trucioli d’Oro. L'evento, un momento di riflessione e ringraziamento, ha offerto all'amministratore delegato Giovanni Fantoni l'occasione per ripercorrere una storia fondamentale: quella della ricostruzione post sisma del 1976.
Il viaggio nel tempo è iniziato con il ricordo dell’epopea che vide la comunità friulana, e in particolare l'azienda Fantoni, al centro di un’operazione straordinaria. Come sottolinea Fantoni, «A dire prima le fabbriche fu Agnelli», evidenziando come il tessuto imprenditoriale locale fosse già attivo e pronto a reagire alla tragedia. L'azienda, nonostante i danni subiti, non ricorse alle dilazioni previste per mutui e contributi, un aspetto di grande orgoglio per la famiglia Fantoni.
La sussidiarietà tra pubblico e privato
Un elemento chiave della ricostruzione è stato il rapporto di vera sussidiarietà tra privati e istituzioni, come evidenziato da Fantoni. Imprese e cittadini si sono mobilitati direttamente, finanziando la ricostruzione principalmente con mutui (almeno al 70%) e contribuendo attivamente alla ripartenza del territorio. Questo modello, considerato un caso unico in Italia, è stato reso possibile dalla rapida erogazione di indennizzi e finanziamenti.
«Prima le fabbriche»: una formula storica
La celebre frase «prima le fabbriche», suggerita dall’avvocato Agnelli e ripresa da Confindustria e dal Comitato Glesie Furlane, sintetizza l'approccio prioritario alla ricostruzione. Questa scelta non fu dettata da considerazioni puramente economiche, ma dalla consapevolezza che il ritorno dell'attività industriale rappresentava la chiave per rilanciare l’economia locale e offrire opportunità di lavoro ai lavoratori.
L'amministratore delegato ha inoltre evidenziato come la lentezza dei processi burocratici e legislativi, un problema attuale, sarebbe stata ancora più critica nel 1976, rendendo impossibile una ricostruzione simile a quella del Friuli. La sfida di oggi, secondo Fantoni, è quella di trovare un equilibrio tra le esigenze dell'Europa e la capacità di perseguire obiettivi chiari, come dimostrato dalla vicenda del terremoto.