Trump insiste: «Hormuz è aperto, L’Iran è in grandi difficoltà»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente espresso preoccupazione per la situazione interna ed esterna dell'Iran, accusando il governo di Teheran di una gestione disastrosa e di un crescente numero di esecuzioni. La dichiarazione arriva in un momento di tensione internazionale, in particolare legata alla riapertura dello Stretto di Hormuz e al conflitto in corso.
Esecuzioni e Proteste: Un Bilancio Tragico
Secondo l'Ong norvegese Iran Human Rights (Ihr), dall'inizio del 2026, almeno 511 persone sono state giustiziate per impiccagione. Questo include 29 esecuzioni legate alle proteste antigovernative di gennaio, oltre a 16 donne e 13 «prigionieri politici» affiliati a gruppi di opposizione messi al bando. Le autorità iraniane accusano questi individui di attività sovversive e di minare la sicurezza nazionale.
La Preoccupazione di Trump
Trump ha descritto la situazione come una «crisi umanitaria di proporzioni epiche», sostenendo che l'Iran «sta uccidendo i manifestanti, persino quando non stanno protestando, a livelli mai visti prima». Il presidente ha inoltre accusato il governo iraniano di non pagare ampie fasce delle proprie forze armate. La dichiarazione si inserisce in un contesto più ampio di critiche statunitensi alle politiche interne ed esterne dell'Iran.
La Riapertura dello Stretto di Hormuz e le Preoccupazioni Internazionali
L'Ong Ihr ha sottolineato che durante la guerra, la comunità internazionale si è concentrata sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sul conflitto, lasciando alle autorità iraniane uno spazio maggiore per eseguire manifestanti, prigionieri politici e altre persone condannate a morte. Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore di Ihr, ha espresso preoccupazione per un potenziale aumento delle esecuzioni nei prossimi mesi.
Reazioni e Prospettive
Le dichiarazioni di Trump sono state accolte positivamente da Amiry-Moghaddam, che ha sostenuto che una maggiore attenzione alla situazione in Iran aumenterebbe il costo politico per la Repubblica islamica. Tuttavia, resta da vedere se queste preoccupazioni porteranno a un cambiamento concreto nelle politiche iraniane.