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Tumore al Seno: Solo il 40% delle Pazienti Italiane Si Sente Informato

04 Ottobre 2026 • 2 min
Tumore al Seno: Solo il 40% delle Pazienti Italiane Si Sente Informato
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Indice

    Tumore al Seno: Solo il 40% delle Pazienti Italiane Si Sente Informato

    Un’inchiesta condotta da Iqvia Italia e promossa da Europa Donna Italia ha rivelato una preoccupante realtà nel trattamento del tumore al seno in Italia: solo il 40% delle donne che vivono con la malattia si sente pienamente informata. I dati, presentati durante il corso di formazione ‘Laudato Medico Young’, evidenziano un gap significativo nella comunicazione tra medico e paziente, con implicazioni importanti per la qualità della cura.

    Punti Chiave dell’Indagine

    Informazione Incompleta

    Solo il 50% delle pazienti dichiara di conoscere dettagliatamente i benefici delle terapie e gli effetti collaterali dei trattamenti. Questa mancanza di informazioni si estende a tutti gli aspetti della malattia, con solo il 60% delle pazienti soddisfatto della comunicazione con il proprio medico in ogni fase del percorso.

    Il Ruolo della Famiglia

    Nonostante l’importanza del supporto medico, la famiglia e il partner rappresentano i principali punti di riferimento per oltre il 70% dei pazienti. Questo sottolinea la necessità di un approccio olistico che consideri non solo gli aspetti medici, ma anche emotivi e sociali.

    Critiche alla Comunicazione Medica

    Le pazienti esprimono diverse criticità: solo il 17% ritiene l’oncologo competente e disponibile, mentre il 20% lo percepisce sbrigativo. Le principali richieste riguardano:

    • Maggiore empatia e linguaggio accessibile (33% delle pazienti).
    • Migliore presa in carico emotiva e psicologica (24%).
    • Più informazioni sulle opzioni di cura (21%).
    • Più tempo durante le visite e una comunicazione meno sbrigativa (16%).

    Aspetti Trascurati

    La mancanza di indicazioni pratiche riguarda soprattutto aspetti legati alla quotidianità, come la sessualità, l’alimentazione, il benessere psicologico e la gestione degli effetti collaterali. Paolo Guiddi, psico-oncologo dell’Istituto europeo di oncologia, sottolinea che “compito del medico è creare uno spazio in cui questi bisogni possano emergere”.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Blitz Quotidiano. Leggi originale →

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