Udine – L’udienza di convalida del fermo per Marzia Fedele, accusata dell’omicidio del padre Giuliano Fedele avvenuto il 10 settembre nella casa di riposo dove era ricoverato, si è tenuta oggi in tribunale. La donna, sessantunenne reoconfessa, è stata trasferita dal carcere di Trieste poco dopo le ore 9 accompagnata dal personale della polizia penitenziaria. Presenti all'udienza gli avvocati Carlo Serbelloni e Francesca Basso, oltre al marito Mario Pretto e al figlio Marco.
La Riunione Familiare
Al termine dell’udienza, Marzia Fedele ha avuto la possibilità di incontrare brevemente il marito e il figlio. La donna ha dichiarato in caserma: «Ho ucciso una persona», consegnando poi agli investigatori l'arma utilizzata per commettere il crimine. L'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal vincolo di parentela è confermata.
Il giudice per le indagini preliminari, Giulia Pussini, si è riservata la decisione sulla convalida del fermo. Il pubblico ministero Giorgio Milillo ha richiesto la custodia cautelare in carcere per la donna, mentre i suoi legali hanno avanzato richiesta di misure alternative come i domiciliari con braccialetto elettronico. La vittima, Giuliano Fedele, aveva 91 anni.
Le indagini sono attualmente focalizzate sull’ipotesi che il movente dell'omicidio possa essere legato a questioni economiche. Ulteriori approfondimenti da parte delle forze dell'ordine potrebbero portare alla luce nuovi elementi per chiarire le dinamiche che hanno portato a questo tragico evento.