Il centrodestra è in fibrillazione a causa dell’intervento potenziale della Consulta Costituzionale sulla riforma della legge elettorale. La preoccupazione principale riguarda non solo il meccanismo del capolista, ma anche la possibilità di un'anomalia – come una virgola – che potrebbe far saltare l'intero processo.
Timori e Strategie del Centrodestra
Il timore è alimentato da diverse gradazioni. L’aumento dei requisiti per le firme necessarie per i partiti non rappresentati in Parlamento è una questione, ma l'intervento della Consulta su aspetti più delicati, come la bocciatura del meccanismo del capolista o un'interpretazione sfavorevole di clausole relative all'alternanza di genere, rappresenta il vero punto critico. Come sottolinea Angelo Bonelli (Avs), «Ragazzi, tranquilli: nessun rischio dalla Consulta…» mentre Giovanni Donzelli (FdI) cerca di stabilizzare gli umori dei parlamentari in vista del voto segreto finale.
La preoccupazione è condivisa anche da esponenti di altri partiti, come Lorenzo Cesa (Udc), che evidenzia la natura imprevedibile delle istituzioni giudiziarie: «Questi organismi sono come l’Istat, basta una mezza virgola per far saltare tutto». Il governo Meloni sembra determinato a votare la riforma il prima possibile per evitare un intervento della Consulta.
Futuro Nazionale, guidato da Vannacci, presenterà un ordine del giorno che affronta temi chiave come le preferenze, l'alternanza di genere e i requisiti sulle firme. L’obiettivo è mettere sotto pressione FdI, con l’intento di evidenziare eventuali incongruenze.