Ustica: Riapre il Fascicolo Dopo 46 Anni
Dopo quasi mezzo secolo di silenzi e incertezze, il caso dell’aereo scomparso nel Tirreno il 27 giugno 1980, con la strage del volo IH870, torna ad essere oggetto di indagine. Il Gip di Roma ha disposto la restituzione degli atti alla Procura, in seguito a una revoca della richiesta di archiviazione da parte del procuratore capo Francesco Lo Voi.
Le Precedenti Indagini e le Ipotesi
Le indagini iniziali, concluse nel 1999, avevano puntato il dito verso un missile, probabilmente causato da attività aeree non italiane presenti nella zona in quel periodo. Tuttavia, persistono ombre legate al terrorismo, a possibili false testimonianze e alla reticenza di enti come l’Aeronautica e la NATO nel fornire piena collaborazione. La decisione del Gip è stata motivata dalla necessità di un «celere approfondimento investigativo».
La Nuova Disponibilità Francese
Un elemento cruciale per questa svolta è la disponibilità della Francia a rilasciare documenti che fino ad ora erano stati oggetto di richieste e resistenze. L'ambasciata francese ha annunciato la messa a disposizione di due documenti del 1986 e 1990, oltre a cinque file informatici risalenti tra il 1981 e il 1994. Questa decisione, frutto di una conversazione telefonica tra i ministri degli Affari Esteri italiani e francesi, apre nuove prospettive per le indagini.
Reazioni delle Vittime e delle Associazioni
Le associazioni dei familiari delle vittime hanno accolto con favore la decisione della Procura, esprimendo la speranza che la nuova documentazione possa portare alla luce la verità. L'avvocato Daniele Osnato ha sottolineato l’importanza di evitare «nebulosità» e di esaminare attentamente gli aspetti trascurati per quasi mezzo secolo. Anche l’ex senatore Giovanni Pellegrino ha definito positiva la disponibilità francese, pur rimanendo fermo alle conclusioni delle precedenti indagini.