Yoko Ono: Un'Icona Controcorrente
Yoko Ono è una figura che continua a generare dibattito e controversie, più di settant’anni dopo il suo incontro con John Lennon. La sua storia è quella di un’artista radicale, un’esploratrice delle idee e, per molti, un ostacolo insormontabile alla ‘normalità’ del successo pop. Come documentato da Matteo B. Bianchi in Cara Yoko, l'odio rivolto a Ono è stato profondo e variegato, alimentato da accuse di aver distrutto i Beatles, di essere una figura manipolatrice e misogina, e di rappresentare una minaccia all’ordine costituito.
Dagli Inizi nell'Avanguardia
Nata a Tokyo nel 1933, Yoko Ono si trasferì a New York dopo la Seconda Guerra Mondiale, diventando una figura chiave del movimento Fluxus e dell'avanguardia newyorkese. Il suo lavoro, spesso concettuale e performativo, sfidava le convenzioni artistiche tradizionali. La sua conoscenza di John Lennon, iniziata nel 1966 durante la mostra ‘Unfinished paintings’, fu il punto di partenza per una delle relazioni più iconiche della storia del rock.
L'Incontro con Lennon: Un’Alchimia Inattesa
Il loro incontro a Londra, documentato dalla scena descritta da Matteo B. Bianchi – la sala cinematografica piena di urlatori che gridavano ‘Stronza!’ – è diventato un simbolo della loro connessione. La leggenda narra che Lennon, seguendo le istruzioni di Ono, abbia letto la scritta “Yes” su una scala, in un gesto apparentemente casuale ma carico di significato. Questo episodio, legato al suo lavoro Ceiling painting/Yes painting, segnò l'inizio di una collaborazione artistica e sentimentale che avrebbe cambiato per sempre il corso della musica.
Oltre l’Odio: Una Voce Femminile Ribelle
Nonostante l'odio e la critica, Yoko Ono ha continuato a produrre opere innovative e provocatorie. Nel 1973, durante una conferenza internazionale sul femminismo, dichiarò: “I was considered an ugly woman, ugly Jap, who took your monument or something away from you”. Questa affermazione, carica di autoironia e di denuncia delle discriminazioni subite come donna e come artista giapponese, rivela la sua resilienza e il suo impegno per l'emancipazione femminile. La sua figura è passata da ‘stronza’ a ‘strega’, un passaggio che sottolinea la trasformazione della percezione pubblica di lei, da nemica ostile a figura complessa e affascinante.