Zandalasini, la stella WNBA pronta a brillare con l’Italia
La giovane playmaker italiana, Elena Zandalasini, è diventata una delle figure più attese del basket femminile internazionale. La sua esperienza nella Women's National Basketball Association (WNBA) con le Phoenix Mercury ha contribuito a elevare il livello di gioco della squadra azzurra, e la sua visione sul futuro della nazionale è carica di entusiasmo e consapevolezza.
Un ritorno a casa
«Sono molto contenta di questa stagione e dello spazio che sono riuscita a ritagliarmi», ha dichiarato Zandalasini. «Ma nel momento in cui arrivo in Nazionale, con tutte le ragazze che conosco da tempo, è sempre come tornare in famiglia. Da quel punto di vista per me non è cambiato niente». Il rapporto con l'allenatore Andrea Capobianco è stato fondamentale: «Sì, ho sentito le ragazze, cercando di non disturbarle troppo. Anche con Andrea ci siamo sentiti un paio di volte, per avere qualche aggiornamento e cercare di restare vicina al gruppo anche a distanza. Una volta arrivata, però, è stato semplicissimo reintegrarmi: è un gruppo consolidato, solido, stiamo bene insieme».
La mentalità del successo
Capobianco ha sottolineato la capacità di Zandalasini di «illuminare, non abbagliare», evidenziando come il suo approccio sia in linea con l'obiettivo della squadra: vincere. Il ritorno alla Nazionale è stato accolto con entusiasmo e una rapida reintegrazione nel gruppo, grazie alla sua esperienza e al suo spirito di squadra. «Siamo cresciute tutte, in modo diverso ma allo stesso tempo insieme, ritrovandoci estate dopo estate, imparando come essere una squadra e trovando ognuna la propria dimensione», ha spiegato Zandalasini.
Dettagli e dinamiche
L'arrivo di Zandalasini a Roma è stato accolto con un sorriso: «In realtà sono arrivata a Roma prima di loro, perché erano ancora a Parigi: quindi le ho accolte io. È stato bello rivedere Pan, che ormai è una delle mie più care amiche anche al di fuori della pallacanestro». Anche gli aspetti logistici, come le camere singole durante il raduno, sono stati affrontati con spirito di squadra e un pizzico di divertimento: «Eravamo tutte un po’ spaesate: ‘Ma adesso? In che senso? Siamo tutte da sole?’».