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Pergine: Aggressione con l'Accetta - Identificati Nuovi Coinvolti

09 Luglio 2026 • 2 min
Pergine: Aggressione con l'Accetta - Identificati Nuovi Coinvolti
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Indice

    Aggressione a Pergine: Nuovo Sviluppo nell’Indagine

    Una nuova svolta nell’inchiesta sull’aggressione avvenuta in piazza Gavazzi a Pergine, dove un gruppo di giovani, tra cui i fratelli Feidi, aveva preso a colpire con l'accetta diversi avventori. Dopo l’identificazione dei due ragazzi iniziali indagati, i carabinieri hanno portato alla luce la presenza di ulteriori due individui coinvolti nell’episodio, confermando quanto riportato da testimoni oculari.

    L’indagine, avviata in seguito al video amatoriale che ha documentato l'aggressione, ha permesso ai militari della compagnia di Borgo Valsugana di individuare un altro fratello dei fratelli Feidi, ventenne, e un coetaneo già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati. La Procura ha deciso di separare le indagini riguardanti i due giovani identificati, concentrandosi sulle loro responsabilità, da quelle dei fratelli tunisino, attualmente detenuti in attesa di espulsione. Questa divisione riflette la diversa gravità delle accuse e il ruolo specifico di ciascun individuo nel contesto dell’aggressione.

    Il gip ha disposto una custodia cautelare di tre mesi per i due nuovi indagati, mentre il questore ha provveduto alla revoca del permesso di soggiorno e all'avvio della procedura di espulsione. La Procura ha infatti formulato le stesse contestazioni iniziali: violenza privata, minacce, lesioni aggravate e porto abusivo d’arma, basandosi sulle testimonianze dei presenti e sull’analisi delle ferite riportate dalle vittime. L’accusa sostiene che Monaan Feidi, il più giovane dei fratelli, sia stato l'aggressore principale, brandendo l'accetta e infliggendo lesioni gravi.

    Il caso ha destato notevole attenzione mediatica e ha sollevato interrogativi sulla sicurezza pubblica e sul comportamento di gruppi di giovani stranieri in contesti urbani. Le cinque denunce depositate contro i due fratelli tunisini, unitamente a quelle presentate dalle vittime, hanno portato il pm Giorgio Bocciarelli a chiedere il giudizio immediato, confermando la gravità delle accuse. L'episodio evidenzia anche il rischio di “linciaggio” e la necessità di un’indagine accurata per accertare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Corriere. Leggi originale →

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