Il Dpfp sotto esame: una valutazione cauta
Le audizioni sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026, avviate presso le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, hanno evidenziato un quadro economico in evoluzione. La Corte dei Conti, attraverso il presidente Renato Brunetta, ha espresso un giudizio positivo sull'impianto generale del Dpfp, riconoscendo la crescita economica più robusta delle previsioni iniziali (1% rispetto all’0,6% previsto), ma sottolineando al contempo la necessità di una programmazione più dettagliata e interventi mirati.
Le parole chiave: crescita e risanamento
Brunetta ha ribadito che “crescita e risanamento vanno perseguiti insieme”, evidenziando l’importanza di un approccio integrato. L'Istat, rappresentata da Francesco Maria Chelli, ha aggiunto che il rincaro dell'energia potrebbe pesare -0,2 punti percentuali sul PIL nel 2027, con impatti ancora più significativi nel 2028 e 2029 in caso di shock energetici prolungati.
Un sentiero stretto
Il presidente del Cnel ha descritto la situazione italiana come “su un ‘sentiero stretto’”, caratterizzato da una tensione costante tra il bisogno di sostenere la crescita e la necessità di risanare i conti pubblici. L'emergenza, secondo Brunetta, detta l'agenda, mentre la prudenza suggerisce il modo di portarla avanti, in un contesto globale segnato da disordine e incertezze.
L’impatto dell’inflazione
La volatilità dei prezzi delle materie prime energetiche rappresenta una variabile di rischio significativa. La Banca Centrale Europea (BCE) dovrà quindi gestire attentamente le politiche monetarie per evitare restrizioni eccessive che potrebbero soffocare il potenziale di crescita e la produttività.