Aurora uccisa a 13 anni: la pena ridotta in appello
A Bologna, la Corte d’Appello ha modificato la sentenza nei confronti del ragazzo accusato dell’omicidio di Aurora Tila, 13enne morta nel 2024 a Piacenza dopo essere stata gettata da un balcone. La condanna è passata da 17 a 15 anni, decisione che ha scatenato la rabbia della madre della ragazza, Morena Corbellini, che si è rivolta direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il processo originale aveva visto il tribunale minorile condannare il giovane, allora 15enne, per omicidio aggravato dallo stalking e dalla minore età della vittima. La sentenza di 17 anni era stata motivata anche dalle confessioni del ragazzo, che aveva ammesso di aver ucciso Aurora. Tuttavia, la Procura Generale ha sostenuto che la confessione fosse strumentale, ottenuta grazie alla pressione dei magistrati, e ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche.
La Corte, dopo una breve camera di consiglio, ha accolto parzialmente le richieste della Procura, riducendo ulteriormente la pena a 15 anni, tenendo conto delle attenuanti. La decisione solleva interrogativi sulla possibilità che confessioni in contesti processuali possano portare automaticamente alla concessione di benefici penitenziari.
Morena Corbellini ha espresso il suo disappunto e chiesto un intervento diretto della Premier: “La più piccola vittima non è stata considerata. I femminicidi aumenteranno, tanto gli autori sanno che le pene non sono niente. Anche i minorenni uccideranno sempre di più. O interviene la premier, altrimenti sarà sempre peggio”