L'Europa si fa cinese: l'afflusso di case automobilistiche cinesi e nuovi stabilimenti produttivi
Il panorama automotive europeo sta vivendo una profonda trasformazione, guidata da un’ondata di investimenti da parte delle case automobilistiche cinesi. Da Valencia a Saragozza, passando per La Coruña e Barcellona, diversi gruppi stanno aprendo nuovi stabilimenti o riqualificando impianti esistenti, segnando un cambiamento significativo nella produzione di veicoli elettrici e ibridi nel Vecchio Continente.
Joint Venture e Nuovi Modelli
Geely e Ford hanno già annunciato la produzione congiunta della citycar Geely E2 a partire dal primo trimestre del 2027 presso lo stabilimento di Almussafes, in Spagna. Parallelamente, Leapmotor, detenuta al 21% da Stellantis, sta producendo il Suv elettrico B10 all'interno dell'impianto di Figueruelas, Saragozza, mentre la joint venture tra Stellantis e Leapmotor International prevede l'acquisizione dello stabilimento di Villaverde a Madrid per la produzione del nuovo modello Leapmotor. Anche il Gruppo Saic Motors ha investito 200 milioni di euro per avviare la produzione a Ferrol, La Coruña, con una capacità stimata fino a 120.000 veicoli annuali.
Investimenti e Produzione
Il gruppo Chery ha inaugurato un polo produttivo a Cornellà de Llobregat (Barcellona), destinando la produzione del Suv Omoda 5 in versione elettrica e termica, con una capacità prevista di 150.000 veicoli entro il 2029. La decisione di investire in Europa riflette l'ambizione delle case automobilistiche cinesi di espandere la propria presenza globale e di sfruttare le competenze tecnologiche europee.
Implicazioni Future
La situazione dello stabilimento di Cassino, attualmente incerta, rappresenta un elemento di attenzione. L'afflusso di nuovi produttori cinesi potrebbe portare a una maggiore concorrenza nel mercato automobilistico europeo e accelerare la transizione verso l’elettrificazione, ma solleva anche interrogativi sulla sostenibilità occupazionale e sull'adattamento delle infrastrutture locali.