Pordenone: Il Sindaco Basso Definisce la Linea sul Niqab a Scuola
Pordenone si fa avanti nella discussione nazionale sul niqab nelle scuole, con il sindaco Alessandro Basso che ha chiaramente espresso il suo sostegno al decreto governativo che ne vieta l'uso. La decisione, presentata come un atto di difesa della dignità e della sicurezza, non è stata accolta da tutti, ma per Basso rappresenta un pilastro fondamentale per la convivenza civile.
Il Principio Guida la Posizione del Sindaco
«Sul niqab chi amministra ha il dovere di una posizione chiara», ha dichiarato Basso. «La mia poggia su un principio che viene prima di ogni altro: il rispetto della donna». Il sindaco sottolinea come l'interpretazione del decreto non sia una battaglia contro le culture o le religioni, ma piuttosto un impegno per garantire pari dignità e sicurezza a tutti gli studenti, in particolare alle ragazze.
La Costituzione al Servizio dell’Uguaglianza
Basso ricorda che la Costituzione italiana sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso o dalla fede. L'articolo 3 della Costituzione, secondo il sindaco, è cruciale: «afferma, nella stessa frase, la pari dignità di tutti i cittadini e la loro uguaglianza davanti alla legge , quali che siano il sesso e la fede». Questa interpretazione, per Basso, giustifica l’intervento del governo.
La Scuola come Spazio di Relazione
Il sindaco si concentra poi sull'importanza della scuola come luogo di apprendimento e crescita. «In classe ci si guarda in faccia», ha affermato, evidenziando che il volto è lo strumento primario per costruire relazioni educative significative. «La scuola è il luogo in cui si diventa cittadini, il primo spazio pubblico che bambine e ragazze abitano da protagoniste. Proprio per questo deve essere il luogo in cui ciascuna di loro si sente pienamente ascoltata, valorizzata, vista».
Prospettive Future: Cultura e Incontro
Conclude Basso ribadendo l'impegno della città di Pordenone per la Capitale Italiana della Cultura del 2027. «Una città che sceglie la cultura come orizzonte sa che la cultura è incontro, confronto, apertura. Sa anche che ogni incontro autentico avviene guardandosi in faccia, da pari a pari. Le pari opportunità si praticano e si difendono nei fatti : solo parlarne non basta più».