Introduzione
Un fronte comune si sta mobilitando contro il recente decreto legge sulla scuola del governo. Quattro città – Bologna, Roma, Milano e Bergamo – hanno lanciato un manifesto intitolato “La nostra scuola ha le porte aperte e non ha il tetto”, firmato dagli assessori alla scuola delle rispettive amministrazioni, esprimendo forte preoccupazione per le implicazioni del provvedimento.
Il Manifesto: Un Appello all’Inclusione
Il manifesto, nato dal Convegno nazionale su Scuole Aperte, denuncia un “messaggio feroce” rivolto a bambini con background migratorio, ritenendo che il decreto minacci le fondamenta del sistema scolastico italiano. Gli assessori sottolineano come la scuola debba essere un luogo di ‘rimozione degli ostacoli’, non di esclusione o rifiuto.
Punti Chiave del Manifesto
- Critica al tetto del 30% per gli studenti stranieri, considerato discriminatorio.
- Richiesta di strumenti e alleanze concrete: mediatori linguistici, personale adeguatamente retribuito, classi meno numerose, innovazione didattica.
- Sottolineatura dell’importanza del diritto costituzionale all'istruzione e della necessità di affrontare le diseguaglianze con strategie efficaci.
Critiche al Decreto
Gli assessori esprimono preoccupazione per il contenuto del decreto, ancora non definitivo, che ritengono “inaccettabile e inapplicabile”. Contestano l’utilizzo di percentuali per definire l'identità degli studenti e sottolineano come il problema delle diseguaglianze richieda soluzioni più complesse e mirate rispetto a una semplice misurazione demografica.
Sfide e Richieste Future
La situazione attuale, secondo gli assessori, è aggravata da risorse limitate e un impegno costante. Chiedono di “basta slogan” e di concentrarsi sul futuro dell’istruzione, sottolineando l'influenza del contesto di provenienza dei bambini sull'apprendimento e la necessità di supportare le famiglie, non di colpevolizzarle.