Il Veneto ha deciso di posticipare l'entrata in vigore del blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 di un anno. La decisione, approvata con un voto a maggioranza (32 su 44), è stata motivata dalla volontà di evitare impatti economici significativi per i cittadini e le imprese della regione. L'ordinanza originale avrebbe imposto un divieto immediato, ma la Regione ha optato per una graduale implementazione, accompagnata da specifiche misure compensative.
Misure Compensative e Obiettivi di Riduzione delle Emissioni
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha sottolineato come la tutela dell'ambiente sia una priorità, ma che la transizione ecologica non possa gravare esclusivamente sui cittadini. La Regione introdurrà quindi misure quali il limite massimo alle temperature di riscaldamento per uffici e negozi, l'incentivazione dello smartworking per dipendenti pubblici e nuove agevolazioni per il trasporto pubblico locale (TPL). Saranno inoltre stanziati nuovi eco-incentivi per promuovere l'adozione di veicoli a basse emissioni.
La decisione è stata accolta con favore da alcuni settori economici, in particolare quello legato al trasporto e all'artigianato, che temevano un impatto negativo immediato. Tuttavia, la misura solleva anche critiche da parte delle associazioni ambientaliste, che denunciano una scelta che rallenta il processo di decarbonizzazione del settore dei trasporti. La Regione si impegna a monitorare attentamente l'efficacia delle misure compensative e ad adeguare le politiche in base ai risultati ottenuti.
Stefani ha ribadito il suo impegno a sostenere i cittadini veneti, affermando di aver mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale. L'obiettivo è trovare un equilibrio tra tutela ambientale e sostenibilità economica e sociale, evitando di imporre oneri eccessivi ai contribuenti.