Calabresi racconta il potere dell’ascolto a Pordenonelegge
A Pordenonelegge, Mario Calabresi ha presentato il suo nuovo libro, «Le voci degli altri», in un evento che ha rivelato una profonda riflessione sul ruolo dell'ascolto nella società contemporanea. L’incontro, un rituale per l’autore – «tutti i libri vengo a presentarli qui a Pordenone» – si è trasformato in un viaggio attraverso storie di individui e luoghi, dalla Milano multiculturale all’empatia zero del cardinale Pierbattista Pizzaballa a Gerusalemme, fino alle riflessioni del Presidente Mattarella.
Il fulcro dell'intervento di Calabresi risiede nell'osservazione di una crescente divisione sociale, alimentata dalla mancanza di ascolto e di empatia. «Nessuno sa più ascoltare», ha dichiarato l’autore, evidenziando come questa incapacità si manifesti anche in fenomeni di violenza giovanile e invisibilità delle persone. L'origine del problema, secondo Calabresi, risiede nella paura di confrontarsi con il diverso, nel rifiuto di mettersi nei panni dell'altro.
Il libro intreccia diverse narrazioni, dalle esperienze quotidiane a quelle mediatiche, per poi affrontare temi universali come l’incontro con il patriarca e la ricerca della speranza in contesti dove l'empatia sembra assente. Un elemento chiave è stata la lezione offerta dal Presidente Mattarella durante un seminario con studenti di Renzo Piano: «I momenti di silenzio», ha affermato, «sono fondamentali per riflettere». La sua enfasi sul valore del silenzio e della parola come strumento di ascolto ha colpito profondamente Calabresi.
L'evento a Pordenonelegge non è stato solo una presentazione di un libro, ma un’occasione per riflettere sulla necessità di recuperare la capacità di ascolto, un gesto che, secondo l'autore, può rappresentare un potente antidoto al disagio sociale e alla violenza. La battuta finale di Garlini – «Non so voi, ma io lo vedrei bene a fare il sindaco» – ha concluso in modo ironico questa riflessione sull’importanza dell’ascolto e della connessione umana.