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L'Economia della Paura: L'Italia Tra Stasi e Opportunità Perdute

19 Settembre 2026 • 3 min
L'Economia della Paura: L'Italia Tra Stasi e Opportunità Perdute
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Indice

    L’Economia della Paura: Un Paese in Stasi?

    Pordenonelegge ha ospitato un dialogo illuminante tra l'economista Veronica De Romanis e Paolo Possamai, che ha svelato le radici profonde della crisi italiana. L'analisi di De Romanis, basata sul suo libro ‘L’Economia della Paura’, mette in luce una tendenza preoccupante: da venti anni, la crescita dell'Italia è stata significativamente inferiore a quella di altri paesi europei – solo lo 0,6% annuo, contro il quasi 2% medio europeo. Questo trend non è frutto di congiunture economiche casuali, ma di una scelta deliberata: ‘abbiamo scelto l’economia della paura’, ha dichiarato De Romanis, riferendosi alla politica che privilegia la protezione dei consumatori e l'individuazione di nemici piuttosto che investimenti e crescita.

    Dalla Venezia Esangue al PNRR: Un Percorso Costellato di Rischio

    Possamai ha tracciato un parallelo storico, ricordando la decadenza di Venezia nel XVIII secolo, quando lo Stato aveva abbandonato il commercio e l'innovazione, trasformando la ricchezza in rendita. Questa analogia solleva una domanda cruciale: cosa succede quando si confonde la conservazione della ricchezza con la capacità di crearne di nuova? L’impennata post-Covid, alimentata da massicci interventi di stimolo come il Superbonus 110%, ne è un esempio. Sebbene abbia generato una rapida crescita, l'effetto ‘soufflé’ ha portato a un successivo rallentamento, con un debito pubblico che continua ad aumentare (circa 87 miliardi di euro all'anno). Il PNRR, definito da Possamai «il bonus più grande in assoluto», rappresenta un'opportunità unica, ma rischia di essere sprecato se utilizzato per interventi dispersivi. De Romanis sottolinea la necessità di investimenti mirati e riforme strutturali, piuttosto che semplici distribuzioni di denaro.

    Dalla Fiscalità alla Generazione Lirica: Un Sistema in Crisi

    La discussione ha toccato anche temi cruciali come l’abolizione del bollo auto, considerata da De Romanis una ‘mossa azzeccata’ dal punto di vista politico. Tuttavia, l'economista evidenzia un sistema fiscale complesso e inefficiente, con 625 voci di deduzioni e detrazioni che creano disuguaglianze e gravano soprattutto sulle donne e sui giovani. La situazione del capitale umano è allarmante: circa 1,3 milioni di ragazzi tra i 16 e i 24 anni non studiano né lavorano, un problema aggravato dall'invecchiamento della popolazione. De Romanis propone una soluzione radicale: dare un voto ‘pesato’, doppio, ai giovani per incentivare la loro partecipazione alla vita politica e sociale.

    Conclusioni: Un Paese che si Auto-Sabotata?

    La provocazione finale di De Romanis – ‘se prometto di proteggerti e poi la protezione non arriva, tu o non voti più o vai a cercare risposte altr’ dove’ – evidenzia un problema fondamentale: la politica guarda prevalentemente agli elettori più numerosi, ignorando le esigenze dei giovani. L'‘economia della paura’, dunque, non riguarda solo la crescita economica, ma anche la stabilità democratica. Il futuro dell'Italia dipende dalla capacità di affrontare questa sfida con coraggio e lungimiranza.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Messaggero Veneto. Leggi originale →

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