Nel caso di Liliana Resinovich, la Procura di Venezia ha ottenuto il via libera per sentire in incidente probatorio Silvia Radin, cugina della vittima. L’udienza è stata fissata al 27 novembre, una data cruciale per l'indagine che vede come unico indagato il marito, Sebastiano Visintin.
Le Motivazioni del GIP
Il giudice Luisa Pittalis ha accolto la richiesta della Procura, guidata dall’Ilaria Iozzi, motivando la decisione con le precarie condizioni di salute di Silvia Radin. Il giudice sottolinea il «concreto e attuale rischio» che l'esame testimoniale non possa essere utile nella fase dibattimentale, precisando che la prognosi della testimonianza è incerta a causa dei tempi imprevedibili dell’eventuale processo.
Le indagini hanno finora prodotto elementi di prova relativi a un cordino delle chiavi, un capello, jeans e un sacco nero. Questi reperti non appartengono al marito e al figlio di Liliana Resinovich, né agli amici Covalero e Sterpin, né all’ex vicino Nasti. L'obiettivo dell'assunzione in incidente probatorio è quello di ottenere una testimonianza che possa chiarire le circostanze della morte di Liliana Resinovich, avvenuta nel marzo 2023.
L’udienza per procedere con l’assunzione della testimonianza è stata fissata per il 27 novembre. La vicenda continua a essere seguita con attenzione dalla Procura e dalle autorità competenti.