La partita sul condono edilizio torna ad aprirsi in Campania, scatenando un acceso confronto tra le forze politiche. Il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, prende le distanze dalla sanatoria del 2003, evidenziando la necessità di distinguere tra irregolarità minori e abusi gravi che mettono a rischio la sicurezza e il territorio. La posizione è in netta contrapposizione con quella del deputato campano e segretario regionale del PD, Piero De Luca, che denuncia un «ennesimo spot elettorale» da parte della destra e punta il dito contro le emergenze abitative e il mancato intervento sul Piano Casa.
Il centrodestra, attraverso i rappresentanti di Fratelli d’Italia, rilancia l'emendamento del 2003, sottolineando la presenza di circa 50.000 ordinanze di demolizione pendenti e criticando la stagione regionale di Antonio Bassolino. L'opposizione, guidata da Gennaro Sangiuliano, sostiene che l’abusivismo edilizio sia una conseguenza dell'incapacità delle amministrazioni locali di pianificare lo sviluppo urbano, invocando il diritto costituzionale alla casa.
Il confronto si concentra sull'emendamento che riguarda gli immobili realizzati entro il 31 marzo 2003, senza estendere la sanatoria agli abusi successivi. La questione è legata a un braccio di ferro tra le forze politiche e alle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio. Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di polemiche sulla propaganda elettorale e sulle responsabilità delle amministrazioni.
La decisione finale sull'emendamento sarà presa in Parlamento, dove si giocherà l’ultima carta per trasformare la proposta in una legge concreta. La partita sul condono edilizio rappresenta un nodo cruciale nel panorama politico campano e italiano.