Il Golfo italiano è in ginocchio a causa del caro carburante. Le compagnie di navigazione, con un aumento del 130% dei costi, hanno deciso di ridurre le corse, causando disagi ai pendolari e il blocco di traghetti come quello delle 6,40 da Castellammare a Capri, che ieri non è partito.
Salvatore Ravenna, direttore dell’Acap, l’associazione che raggruppa le compagnie di navigazione del litorale campano, ha spiegato che la situazione è insostenibile: «Purtroppo non si può continuare ad andare avanti: le compagnie pagano il carburante con un aumento del 130% e nessun bilancio può sostenere questa spesa». Le decisioni di riduzione delle corse riguardano l’orario invernale, già in atto, e mirano a tagliare i contatti tra corse vicine per risparmiare carburante. Solo le corse del mattino e di rientro serali sono state salvaguardate.
L'assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo ha stanziato 6 milioni di euro per la Caremar, che opera su Capri, Ischia e Procida, per evitare il collasso delle corse obbligatorie. Tuttavia, le compagnie non si aspettano alcun aiuto aggiuntivo e l’implementazione del piano di riduzione delle corse appare difficile. Alilauro ha già soppresso le ultime corse serali da e per Ischia, mentre Navigazione Libera del Golfo limiterà a tre coppie di corse giornaliere Napoli-Capri e Medmar sospenderà i collegamenti sabato e domenica Ischia-Pozzuoli.
Alilauro ha ripristinato le corse Sorrento-Napoli, ma la situazione è ancora in evoluzione. La riunione tra le compagnie e l’assessore Casillo fissata per martedì prossimo determinerà le decisioni finali. Le compagnie stanno accantonando meno carburante rispetto agli anni passati a causa dell'impennata dei prezzi.