Firenze è stata teatro di una manifestazione spontanea ieri sera, organizzata dal padre di Lorena, la donna ritrovata morta nel bagagliaio dell’auto del suo ex fidanzato. La protesta, che ha visto l'intervento delle forze dell'ordine per garantire il rispetto dell'ordine pubblico, si è svolta in Piazza Santa Croce, cuore della città, e ha rappresentato un atto di solidarietà e rabbia verso quanto accaduto.
I Dettagli della Tragica Telefonata
Le indagini sulla morte di Lorena Vella hanno rivelato dettagli sconvolgenti. Durante la sua prigionia nel bagagliaio dell’auto, la donna è riuscita a contattare il 112, dando inizio a una telefonata di 20 minuti con le forze dell'ordine. In questo lasso di tempo, Lorena ha tentato disperatamente di salvarsi, confessando al suo ex fidanzato Federico di amare ancora lui e chiedendo di tornare insieme. La polizia, durante la chiamata, ha sentito l’intervento di Vella che apre il bagagliaio, in quel momento interrotto dagli agenti.
La situazione è precipitata quando Vella, guidando verso l'autostrada A1, si è fermata su un cavalcavia e ha intrapreso una trattativa con gli agenti della Polizia Stradale. La trattativa, ripresa dalla bodycam degli agenti, è durata 40 minuti. Durante questo periodo, Vella ha espresso il suo desiderio di non essere lasciato solo, sperando che salvando la sua vita avrebbe potuto salvare anche quella di Lorena. L'agente presente alla scena ha raccontato come l’intervento sia stato cruciale per evitare un suicidio.
La vicenda ha sollevato interrogativi sulla libertà di stampa e sul trattamento riservato al video della bodycam. Ordine dei Giornalisti e Associazione Stampa Toscana hanno espresso «preoccupazione» per il fatto che alcuni giornalisti, dopo aver avuto accesso al materiale, siano stati oggetto di pressioni per non pubblicarlo o rimuoverlo. La decisione dei Tg nazionali di trasmettere il video ha innescato ulteriori polemiche, con le associazioni giornalistiche che denunciano una «disparità di trattamento grave e non accettabile».