Il presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, esprime preoccupazione per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale italiano. Secondo l'oncologo e farmacologo bergamasco, il futuro della sanità pubblica è a rischio, dipendendo in larga misura da scelte individuali e politiche.
Garattini evidenzia che, nonostante l’aumento dei fondi stanziati (2,4 miliardi), la somma non è sufficiente per far fronte all'inflazione e al Paese si colloca tra i più bassi del continente in termini di incidenza sul PIL (6,1%). La spesa sanitaria annuale ammonta a 140 miliardi di euro, mentre investimenti in giochi d’azzardo raggiungono i 200 milioni. Il professore sottolinea come una parte significativa delle spese possa essere evitata attraverso la revisione del prontuario terapeutico e l'implementazione di strategie di prevenzione.
L'allarme riguarda soprattutto il personale sanitario, con una carenza di circa 80.000 infermieri e stipendi inferiori rispetto alla media europea, che spinge molti giovani a cercare opportunità all’estero. Garattini insiste sulla necessità di investire nella formazione e nel riconoscimento del valore del lavoro dei medici, degli infermieri e del personale sanitario.
Il professore conclude evidenziando l'importanza dello stile di vita per la salute: “Ci lamentiamo con i politici e con il Servizio Sanitario Nazionale per le liste d’attesa ma i responsabili della situazione siamo noi. Se facessimo prevenzione non avremmo bisogno di andare dal medico, di recarci in ospedale e di prendere farmaci”.