L’agricoltura friulana è sull'arteria: il prolungato caldo e la siccità stanno mettendo a dura prova i coltivatori, con conseguenze devastanti per le loro aziende. I campi sono trasformati in deserti arsi, intere coltivazioni sono state bruciate dal sole cocente e la mancanza d’acqua sta compromettendo la qualità dei prodotti.
Allarme e Richieste di Ristori
La situazione è stata descritta come ‘grave’ dai coltivatori stessi, che denunciano perdite ingenti e incertezza per il futuro. La Coldiretti Fvg ha immediatamente sollecitato l'intervento del governo, chiedendo ristori specifici per le aziende agricole colpite e interventi strutturali volti a garantire la resilienza dell'agricoltura al cambiamento climatico. L’associazione sottolinea la necessità di investimenti in sistemi di irrigazione efficienti e pratiche agricole sostenibili.
La Regione FVG ha risposto con prontezza, attivando l'utilizzo dei fondi nazionali previsti per lo stato di emergenza. Questo dovrebbe consentire alle aziende agricole di accedere a finanziamenti agevolati per la riparazione dei danni e per l’implementazione di misure di adattamento al clima estremo. La Regione si impegna inoltre a monitorare costantemente la situazione, fornendo supporto tecnico ai coltivatori e promuovendo azioni di prevenzione.
La crisi agricola del FVG si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che affliggono l’agricoltura italiana, segnata da anni di siccità e da un aumento delle temperature. La situazione evidenzia la vulnerabilità del settore e la necessità di politiche agricole innovative, capaci di coniugare la produzione alimentare con la tutela dell'ambiente.