L’Atelier di Marras: Un Universo di Storie Tessute
Antonio Marras, il celebre designer nato ad Alghero, opera con una frenesia apparentemente disordinata. Il suo processo creativo è un accumulo costante di idee, forme, colori e dettagli, considerati frammenti preziosi per costruire le sue collezioni. Come afferma lui stesso, ogni elemento è ‘una pagina bianca’, l’inizio di una nuova storia. La sua visione si estende ben oltre il design del vestito: un collage di scarti tessili, disegni, fotografie e figure, trasformati in narrazioni complesse.
Il Rose come Metafora
L'autunno/inverno 2024 si concentra sul fiore del roseto, elemento centrale che permea l’intera collezione. Marras lo interpreta come una metafora complessa: ‘la bellezza nasconde molte spine’, riflettendo la dualità della vita e della moda. L'allure seducente di un capo può celare un'inquietudine profonda, proprio come il fascino dell'amore. Il designer predilige l’eccesso al ristretto, ma sempre con un equilibrio ricercato, desiderando che i suoi capi attirino l'attenzione e siano distintivi.
Ricordi e Materiali Recuperati
Ma cosa rende così speciali i capi di Marras? La risposta risiede nella capacità di evocare ricordi intensi. Un capo può trasportarci indietro nel tempo, riattivando sensazioni e emozioni attraverso il semplice contatto. ‘Ogni garzanto ha il potere di riportarci a un momento vivido’, spiega il designer, citando l'esperienza di un cliente che associava il tocco dei tasche del suo giaccone al suono della sabbia. Il suo archivio personale è la chiave di tutto questo: una collezione vasta e variegata di materiali provenienti da viaggi, famiglia e collaborazioni internazionali, tra cui capi vintage, tessuti antichi, cinture e frammenti di tappeti. L'archivio non è solo un deposito di oggetti, ma un laboratorio creativo vivente, un luogo dove le idee si fondono e si trasformano.
La Modateca Deanna e il Caragol Bag
Questo processo si riflette anche nella creazione del nuovo sacchetto ‘Caragol’, ispirato a un design vintage reinterpretato con l'ingegno tipico di Marras. Il nome, derivante dal dialetto algherese per ‘caragole’ (un tipo di uccello), evoca un 'vivacario', uno spazio intimo e mobile. L'archivio della Modateca Deanna, un luogo dove il designer torna costantemente a ritrovare ispirazione, è fondamentale per questo approccio. ‘È una realtà che rinasce ogni volta, generando nuovi dettagli, nuove forme’, afferma Marras.