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Italia: Proteste a Roma, allarme per l'uso di tecniche di 'nassa' e fermi preventivi

Gruppi di avvocati e insegnanti denunciano abusi da parte delle forze dell’ordine durante le manifestazioni, chiedendo chiare normative.

Di Redazione PuntoCronaca • • Lettura 2 min
Italia: Proteste a Roma, allarme per l'uso di tecniche di 'nassa' e fermi preventivi
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    A seguito di proteste a Roma, Torino e Bologna, si registra un crescente allarme per il metodo di gestione dell'ordine pubblico utilizzato dalle forze dell’ordine. Gruppi di avvocati, docenti e insegnanti, attraverso la rete nazionale ‘Hub for defenders’, stanno monitorando le manifestazioni, evidenziando abusi come l’accerchiamento di centinaia di persone con tecniche simili al “nassa” (o kettling), identificazioni di massa e minacce di sanzioni amministrative. L'episodio più grave si è verificato il 30 ottobre a Roma, dove le forze dell’ordine hanno circondato manifestanti vicino alla Piramide Cestia e lungo viale Aventino, utilizzando tecniche che hanno portato all’arresto di diverse persone.

    Secondo le testimonianze raccolte, gli agenti hanno effettuato identificazioni dettagliate, raccogliendo dati biometrici e fotografici dei partecipanti. La questura di Roma ha comunicato di aver identificato 369 persone e denunciato sette manifestanti, ma l’Hub for defenders critica la mancanza di una disciplina organica per l'uso di queste tecniche, ritenendole potenzialmente oppressive e dissuasive per il diritto di protesta. Il problema non riguarda solo le singole contestazioni, ma una modalità di gestione dell’ordine pubblico che rischia di trasformare una manifestazione in un fermocollettivo.

    La preoccupazione si estende anche ai fermi preventivi, introdotti con l'articolo 11-bis del secondo decreto sicurezza. Avvocati come Paola Bevere denunciano che questi arresti basati su sospetti di pericolo limitano la libertà personale senza fondamento in un reato accertato. La misura, estesa anche ai minorenni, ha sollevato interrogativi sulla sua proporzionalità e sull’impatto sul diritto di manifestare.

    Le segnalazioni del 30 ottobre sono state 37, riconducibili a undici casi distinti tra Roma, Torino e Bologna. A Torino sono state identificate 256 persone, con undici accompagnamenti in questura e dodici denunce. A Bologna, la questura ha identificato 300 persone, mentre il centralino ha ricevuto segnalazioni di trattenute prolungate. La vicenda evidenzia la necessità di una maggiore trasparenza e di un quadro normativo chiaro per garantire il rispetto dei diritti dei manifestanti.

    Fonti e Verifica Redazionale: Articolo redatto dalla Redazione di PuntoCronaca secondo la nostra Linea Editoriale, a partire dai dati diffusi dalla fonte primaria: Internazionale. Consulta fonte d'origine →

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