L’estate 2015 vide l’arrivo alla Juventus di Neto Bargellini, un giovane portiere promettente e ambizioso. Dopo quattro anni di successi in Serie A con la Fiorentina, dove si era affermato come uno dei migliori giovani portieri del campionato, Neto sognava di fare il grande passo verso la consacrazione, iniziando con l'esperienza alle spalle di Gigi Buffon, ormai 37enne ma ancora un punto di riferimento assoluto per la squadra.
Il Sogno e la Realtà: L’Eredità Buffon
Nella conferenza stampa di presentazione, Neto esprimeva il suo desiderio di “sentirsi portiere della Juventus” e di essere pronto quando sarebbe stato chiamato in campo. Il suo obiettivo era chiaro: imparare da Buffon per poi, un giorno, rivendicare il posto da titolare. Tuttavia, la realtà si rivelò ben diversa. Buffon, grazie alla sua esperienza e al suo status di capitano, mantenne il posto da protagonista per l'intera stagione, senza concedere a Neto la possibilità di giocare.
La mancanza di opportunità e la sensazione di non poter mettere in discussione il totem bianconero portarono Neto a perdere la motivazione. Come ammise poco dopo essere stato ceduto al Valencia per 6 milioni di euro, “non ho sentito la fiducia e ho perso la voglia, perché vedi che quello che fai non è importante”. Rimanendo due anni ad aspettare cose che non si erano verificate, Neto aveva smesso di credere nella possibilità di scavalcare Buffon.
Il percorso di Neto alla Juventus fu breve e deludente. La sua esperienza, però, aprì la strada a Szczesny, che nella stagione successiva riuscì a raccogliere l'eredità di Buffon, dimostrando di essere all’altezza delle aspettative.