Casa Bianca Difende l’Accordo Diesel con Putin, Critica Meloni e Zelensky
New York – La Casa Bianca ha risposto con forza alle critiche della premier italiana Giorgia Meloni sull'accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin per la fornitura di diesel. Il portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, ha difeso l’operazione, definendola un ‘grande accordo’ che abbasserà i prezzi per agricoltori, camionisti e famiglie americane. Rogers ha sottolineato come l'obiettivo principale sia quello di ridurre i costi del carburante, contestando le affermazioni di Meloni secondo cui l'aumento dei prezzi è dovuto principalmente alla guerra in Iran.
Le Argomentazioni della Casa Bianca
- Focus sul Mercato Globale: L’accordo con Putin mira a fornire enormi quantità di diesel al mercato globale, abbassando i prezzi.
- Priorità Agricoltori e Camionisti: La riduzione dei costi del carburante è una priorità assoluta per l'amministrazione Trump.
- Critica alla Guerra in Ucraina: Rogers ha sottolineato che la guerra in Ucraina, con gli attacchi alle raffinerie, sta aumentando i costi e danneggiando i consumatori americani.
- Riferimenti a Trump: Il portavoce ha citato le dichiarazioni di Trump secondo cui, data l'elevata produzione petrolifera statunitense, il governo potrebbe imporre limitazioni o un tetto massimo al diesel per favorire gli agricoltori e gli allevatori.
La Casa Bianca ha inoltre accusato Zelenskyy di non concentrarsi sul fare accordi, sottolineando la divergenza con Meloni sulla gestione del conflitto in Ucraina. Il portavoce ha evidenziato come l'accordo con Putin sia volto a ‘aiutare i nostri agricoltori e allevatori’, mentre Zelenski dovrebbe concentrarsi su questo obiettivo.
Le Critiche di Meloni
Meloni aveva espresso preoccupazione per il ‘rischio’ che l'accordo legittimasse Mosca, nonostante i bombardamenti sulle città ucraine. La premier aveva inoltre contestato l'idea che l'aumento dei prezzi del carburante fosse dovuto esclusivamente al conflitto in Ucraina, evidenziando il ruolo delle operazioni contro Teheran.
La divergenza tra Roma e Washington potrebbe avere ripercussioni nel G20 di Miami a dicembre, dove Putin è stato invitato. Inoltre, la mancata condivisione dell'invito a Putin da parte di Roma rappresenta un ulteriore ostacolo alle relazioni bilaterali.