Introduzione
La Casa Bianca ha fatto un'audace mossa per raggiungere il pubblico, sfruttando i videogiochi in stile rétro come strumento di propaganda. Una sezione dedicata denominata «Arcade» è stata lanciata sul sito web ufficiale, offrendo una serie di giochi che, pur apparentemente innocui, sono intrisi di messaggi politici legati alla gestione delle frontiere, all'immigrazione e alle politiche economiche dell'amministrazione Trump.
I Giochi
- Build the Wall: Un adattamento di Tetris in cui il giocatore deve impilare blocchi per costruire un muro al confine, simboleggiando la politica di costruzione di un muro tra gli Stati Uniti e il Messico.
- Rio Run: Basato su Snake, il gioco presenta Trump che corre lungo il Rio Grande raccogliendo migranti, segnati come «deportati» con tute arancioni.
- Supply Line: Il giocatore deve eliminare alimenti non conformi agli standard di «Make America Healthy Again», la campagna sull'alimentazione dell'amministrazione.
- Flappy Bill: Una versione di Flappy Bird in cui un’aquila calva trasporta un disegno di legge sul National Mall di Washington.
- Trump Savings Tycoon: Il giocatore raccoglie banconote e lingotti d'oro per «riempire i Trump account dei vostri figli», ovvero i conti di investimento da mille dollari creati durante il mandato di Trump.
La Reazione
L’iniziativa ha immediatamente suscitato reazioni contrastanti. Critici come Amerika Garcia Grewal, attivista contro la militarizzazione del confine in Texas, hanno denunciato l'uso dei videogiochi come strumento di manipolazione. Anche il senatore Matt Lesser ha criticato l'utilizzo di giochi come «fare Tom Homan», riferendosi al funzionario responsabile delle politiche migratorie.
La Tetris Company, detentrice dei diritti su Build the wall, ha espresso preoccupazione per la versione non autorizzata e ha sottolineato che il gioco originale è incentrato sul completamento delle file di mattoncini, non sulla costruzione di un muro. Il gioco è stato successivamente rimosso dal sito della Casa Bianca.
Le Motivazioni
Secondo Kaelan Dorr, responsabile della strategia digitale della Casa Bianca, i videogiochi sono un modo per «far vivere le scelte politiche in prima persona». La presidenza ha spiegato che l'obiettivo è promuovere una «cultura del divertimento e della vittoria» contro la «cupa visione socialista dei democratici».