La premio Nobel iraniana Shirin Ebadi ha affermato che il regime di Teheran è più debole che mai, sottolineando come il 15% della popolazione lo sostiene. Ha criticato le celebrazioni alla morte del leader supremo, ritenendole uno spreco per famiglie in condizioni di povertà. La situazione interna, secondo Ebadi, è caratterizzata da un'incertezza sulla leadership e dalla paranoica debolezza del regime.
Ebadi ha evidenziato che il massacro di gennaio, con circa 40.000 vittime, ha ulteriormente indebolito il governo. Ha inoltre espresso dubbi sulla salute dell’attuale Guida suprema, Mojtaba Khamenei, e sulla capacità del regime di rispondere alle richieste popolari.
La giudice iraniana, in esilio a Londra, ha sostenuto il principe Reza Pahlavi come l'unico ad aver offerto la possibilità di un periodo di transizione verso un referendum. ‘Gli iraniani si libereranno da soli’, ha affermato, ‘attraverso la disobbedienza civile’.