L’addio di Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, ha visto un afflusso massiccio di persone a Teheran, unite da slogan di condanna verso Stati Uniti e Israele. La cerimonia, tenutasi davanti alla Grande Moschea di Mosalla, è stata caratterizzata da dolore, propaganda e contrasti sociali.
Numerosi leader mondiali hanno partecipato, tra cui Donald Trump, Benjamin Netanyahu, Dmitrij Medvedev e Shehbaz Sharif. L'Unione Europea è rimasta esclusa dalla lista degli invitati. Tra i presenti, un’atmosfera di lutto si mescolava a manifestazioni di sostegno al regime.
Il figlio di Khamenei, Mojtaba, ha visto respinta la sua richiesta di partecipare alle cerimonie, per motivi di sicurezza. La bara del leader è stata portata in giro attraverso diverse città iraniane, suscitando reazioni contrastanti tra i cittadini, alcuni dei quali si sono mostrati disillusi dalla ‘finzione del regime’.
Intanto, il governo iraniano attende quindici milioni di persone nei prossimi cinque giorni, mentre la bara viaggerà da Teheran a Qom, poi in Iraq a Karbala e Najaf, infine il 9 luglio a Mashhad. Il confronto con i dieci milioni al funerale di Khomeini nel 1989 è stato citato come riferimento.