Raffaele La Vitola, boss di Cosa Nostra arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del dirigente della polizia Giampiero Ranucci, ha rilasciato una deposizione al Gip che ribalta in parte la sua precedente versione dei fatti. Secondo quanto riportato dal Corriere, La Vitola avrebbe confessato di aver chiesto a due persone di sparare quattro o cinque colpi contro la villetta di Ranucci, ma negando l'utilizzo di ordigni esplosivi.
Parere Negativo della Procura
La deposizione ha avuto conseguenze immediate: il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per i due complici. La Procura, a seguito dell'interrogatorio, ha espresso un parere negativo sulla posizione di La Vitola, rafforzando le accuse di tentato omicidio e favoreggiamento.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è scaturita da una perquisizione domiciliare effettuata a seguito dell'aggressione subita da Ranucci il 18 dicembre scorso. L'episodio ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza del dirigente e ha portato a un’intensificazione delle indagini sulle attività criminali nella capitale.
Le dichiarazioni di La Vitola rappresentano un elemento cruciale per la ricostruzione della dinamica dell'attacco, ma non escludono la possibilità che l'utilizzo di ordigni esplosivi sia stato una componente integrante del piano. Le indagini proseguono con l’obiettivo di identificare tutti i soggetti coinvolti e accertare le motivazioni alla base dell'aggressione.