L'inchiesta sui De Laurentiis si sta amplificando con una richiesta formale da parte della Federcalcio ai pubblici ministeri baresi. La Procura di Bari, che ha già avviato un’indagine sulla presunta bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali riguardanti la gestione del Bari, ha ricevuto dalla Federcalcio la richiesta degli atti dell'inchiesta. Questa mossa apre nuove prospettive per le indagini e potenziali sanzioni sportive per Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidenti di Napoli e Bari.
Il cuore della vicenda ruota attorno alla gestione finanziaria del Bari durante il periodo in cui la società è stata retrocessa in Serie C. La Guardia di Finanza aveva sollevato dubbi sulla regolarità delle operazioni economiche, portando al sequestro dei beni e alla richiesta di liquidazione giudiziale. La Federcalcio, seguendo questa linea investigativa, ha chiesto ufficialmente gli atti per valutare eventuali responsabilità dirigenziali e disporre sanzioni sportive, come penalizzazioni in classifica o squalifiche.
Le possibili conseguenze per Filmauro, socio unico del Bari e principale investitore nella società, sono altrettanto significative. La Procura federale ipotizza una ricapitalizzazione o la vendita della società, ma anche in questo caso potrebbero essere richieste sanzioni. Il tribunale fallimentare potrebbe nominare un curatore, con il rischio di far sparire definitivamente la squadra dalla scena calcistica locale, relegandola ai dilettanti.
La vicenda è complessa e coinvolge diversi fattori, tra cui la retrocessione del Bari in Serie C, i mancati ricavi derivanti dalla cessione di giocatori come Elia Caprile e la rivalutazione del marchio SSC Bari. Gli inquirenti ritengono che alcune operazioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione finanziaria della società, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle gestioni passate. La famiglia De Laurentiis ha espresso sconcerto per la richiesta degli atti e si impegna a chiarire la propria posizione.