L’indagine sull’intervento del 118 nella notte tra il 24 e il 25 giugno a Bologna, dove un uomo è stato arrestato per tentato appuntamento, si concentra ora sulla possibilità di una sedazione da parte dei sanitari. Il presidente della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli, direttore del 118 di Taranto, ha dichiarato che, data la forte agitazione psicomotoria riscontrata nel soggetto, un intervento di sedazione avrebbe potuto essere salvifico, evitando potenzialmente conseguenze più gravi.
Protocolli Sanitari e Valutazioni Cliniche
Balzanelli sottolinea l’importanza di un equipaggio del 118 con medico e infermiere per valutare clinicamente il paziente e, se necessario, praticare una sedazione. La sua posizione è che la manovra dei poliziotti di contenimento, consistente nel posizionare il soggetto in posizione prona con viso e torace schiacciati a terra, sarebbe stata «sbagliata» e potenzialmente letale. Questa valutazione si basa sulla necessità di un’attenta analisi dello stato clinico del paziente e sull'evitare manovre che potrebbero aggravare la situazione.
L'inchiesta della Procura di Bologna ora si concentra anche sulle decisioni prese dall’Ausl, in particolare sul perché non sia stata inviata immediatamente l’ambulanza medicalizzata. I pm vogliono ricostruire la catena di comando e capire se ci fossero elementi che avrebbero potuto suggerire un intervento più tempestivo. La questione centrale è se il medico presente sulla prima ambulanza giunta in via Svevo avrebbe potuto, e dovuto, intervenire con una sedazione.
L'episodio solleva interrogativi cruciali sui protocolli di intervento del 118 e sulla formazione del personale sanitario. L’analisi della situazione evidenzia la necessità di una maggiore chiarezza nell’applicazione delle regole d’ingaggio, soprattutto in situazioni di agitazione psicomotoria, e di una comunicazione più efficace tra le diverse forze dell'ordine e i servizi sanitari.