Macklemore chiude a Londra il tour “Free Palestine”: un messaggio di solidarietà contro il conflitto israelo-palestinese
Londra – Il rapper Macklemore ha concluso con successo il suo tour ‘Free Palestine’ al O2 Shepherd's Bush Empire, concludendo così una serie di concerti che lo hanno visto escluso da alcuni spettacoli negli Stati Uniti a causa delle sue ripetute invocazioni dello slogan “Free Palestine”. L'evento londinese, assistito da 13.000 spettatori, ha rappresentato un momento culminante per l’artista, che ha ribadito il suo impegno nella lotta per la liberazione del popolo palestinese.
Le parole di Macklemore
“Sono orgoglioso di essere qui in solidarietà con il popolo palestinese, continuerò a battermi fino all’ultimo respiro per la sua liberazione” ha dichiarato Macklemore durante il concerto. L'artista ha espresso frustrazione per la controversia generata dalle sue parole, sottolineando che “sei settimane fa a creare un problema sono bastate quelle due parole, che non sono divisive, non incitano all’odio, invitano soltanto a riconoscere la nostra umanità condivisa”. Ha criticato il modo in cui le immagini di sofferenza palestinese sono state utilizzate per rendere lo slogan più controverso di quanto non fosse la situazione reale.
Una marea di solidarietà
Il pubblico londinese ha risposto con entusiasmo, ripetendo a gran voce “Free Palestine” e creando un’atmosfera di forte sostegno. Sono intervenuti artisti come Lina Makoul, Habibeats e Liam Cunningham per sostenere la causa, mentre i gruppi rap Kneecap e Beoga, che si erano già dimessi dal tour negli Stati Uniti per solidarizzare con Macklemore, hanno partecipato all'esibizione. La polemica è nata quando l’Israeli-American Council (IAC) ha avviato una petizione per chiedere l’espulsione del rapper dal tour, in seguito a un ultimatum ricevuto da Robert Kraft, proprietario dello stadio Gillette Stadium.
La reazione di Sheeran e le scuse
Ed Sheeran, che all'inizio aveva incluso Macklemore nel suo tour ‘Loop’, ha successivamente deciso di escluderlo dopo aver ricevuto un ultimatum da Robert Kraft. Sheeran si è scusato per l’accaduto, riconoscendo di aver “sbagliato” e sottolineando la necessità di evitare posizioni politiche nella musica. Ha espresso il suo sostegno alla causa palestinese, pur condannando l'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023 e la successiva catastrofe a Gaza.