La Commissione Bilancio della Camera ha chiesto lo stralcio dell’articolo 105 della manovra finanziaria, che prevedeva la messa a disposizione di versioni digitali stampabili dei libri di testo scolastici e universitari a un prezzo ridotto di almeno il 50%. La decisione è stata presa per ‘ragioni di carattere ordinamentale’, secondo quanto riportato da Blitz Quotidiano. L’articolo, definito “tipico del peggiore populismo” dal presidente del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, non teneva sufficientemente conto delle problematiche del mondo dell’editoria, già colpito dalla pirateria digitale.
Il presidente dell'associazione degli editori (Aie), Innocenzo Cipolletta, ha espresso sconcerto per la misura, ritenendola dannosa per editori, librai, autori e in totale spregiudicata nei confronti della categoria degli editori educativi e accademici. Cipolletta ha enumerato i danni potenziali, sottolineando che il costo di sviluppo dei testi non si limita alla carta.
Oltre all’articolo 105, la Commissione Bilancio chiede anche lo stralcio dell’articolo 69, relativo al rilascio di documenti riepilogativi ai pazienti sanitari, e un comma riguardante l'assegnazione di personale a strutture di supporto dei commissari straordinari in materia di ricostruzione post-calamità. La decisione segue una valutazione complessiva della manovra da parte della commissione.
La riunione è ancora in corso e la discussione si concentra sulla sostanza, che rimane invariata: lo stralcio dell’articolo 105 rappresenta un atto formale per rispondere alle critiche ricevute. L'aula darà il via libera alla decisione pomeridiana.