Il Senato ha approvato definitivamente, all’unanimità, il disegno di legge sul cinema, una proposta fortemente sostenuta dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. La legge mira a disciplinare il settore dell'audiovisivo come componente fondamentale del patrimonio culturale nazionale e strumento per la promozione della cultura italiana, innovazione tecnologica e sviluppo della filiera cinematografica. Il provvedimento introduce un nuovo modello di governance con il Forum del cinema e l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, delegando al Governo la riordinazione della disciplina del comparto, prevedendo una programmazione triennale, procedure semplificate e maggiori controlli sull'utilizzo delle risorse pubbliche. La riforma include misure a favore della produzione indipendente, opere prime e seconde, giovani autori e generi cinematografici, oltre a criteri specifici per l’accesso agli incentivi.
La legge affronta anche temi cruciali come l'intelligenza artificiale, con garanzie per i diritti degli autori e degli interpreti, il contrasto alla pirateria e la valorizzazione delle sale cinematografiche attraverso un piano nazionale di riapertura e riqualificazione. Vengono inoltre previste misure a favore delle tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, con revisione dell'indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’approvazione “un risultato storico”, sottolineando il valore del dialogo tra istituzioni e mondo del cinema. Pupi Avati, presente all'evento, pur esprimendo soddisfazione per il traguardo raggiunto, ha espresso dubbi sulla competenza dei comitati di gestione, evidenziando la necessità di un forte orientamento politico.
Il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia ha sottolineato come il voto sulla legge sul cinema sia uno di questi momenti in cui il Parlamento può fare qualcosa che resta oltre la contrapposizione di una giornata, riconoscendo l'interesse comune da tutelare.