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Marina Abramović: Un Donzello di Bronzo per Roma, un Viaggio nella Memoria

25 Ottobre 2026 • 2 min
Marina Abramović: Un Donzello di Bronzo per Roma, un Viaggio nella Memoria
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Indice

    Marina Abramović: Un Donzello di Bronzo per Roma

    A pochi giorni dalla sua ottava decennale, Marina Abramović ha svelato un nuovo progetto a Roma, un’opera che sembra voler essere una dichiarazione d'amore per la città eterna. La scultura, commissionata dalla Alda Fendi Foundation-Experiments e destinata ad essere installata sotto l'Arco di Gaio Voluso, è un docile asino in bronzo dorato – il primo lavoro dell'artista in questa tecnica – che si staglia contro lo sfondo del Foro Romano.

    Marina Abramović con l’asino di bronzo

    Un Incontro tra Arte e Memoria

    L'evento, ospitato dalla Alda Fendi e dall'artista stessa, ha visto la partecipazione di figure chiave del mondo dell'arte contemporanea. Il glitching della connessione Zoom durante l’incontro ha solo amplificato il senso di immediatezza e di energia palpabile tra Abramović, la fondatrice Alda Fendi e i loro ospiti. La conversazione si è concentrata sulle radici dell'artista, sul suo passato difficile in una famiglia dell'establishment jugoslavo, sulla sua fuga da casa e sull’importanza della libertà come motore creativo.

    “Con Ulay – il suo lungo compagno artistico – ho vissuto per anni in un furgone, senza destinazione. A Orgosolo, abbiamo trascorso tre mesi con i pastori, curando un gregge di cento pecore. Ho imparato a mungere e a trasformare il latte in formaggio. Abbiamo mangiato carasau, io ho tessuto. Sono rimasta affascinata dalle tradizioni di quella terra, dai suoi rituali antichi, persino dalla leggenda dei banditi – quando mi chiedevano dove fossero, la gente rispondeva: ‘Erano i banditi!’”, ha raccontato Abramović, evocando un’esistenza semplice e libera, lontana dal controllo familiare.

    La scelta dell'asino, il primo lavoro in bronzo dorato per l'artista, è stata definita una “lettera d'amore” per Roma. L'opera si inserisce perfettamente nel contesto del Foro Romano, un luogo carico di storia e simbolismo. Il ritorno alla natura, all’agricoltura, al lavoro manuale, riflette il desiderio dell'artista di ritrovare le radici della sua identità e di connettersi con la terra.

    L'installazione dell'asino sotto l'Arco di Janus, un simbolo di iniziazione e transizione, aggiunge un ulteriore livello di significato all’opera. È un gesto che celebra il passato, ma anche un invito a guardare al futuro con speranza e determinazione.

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    Nota di Trasparenza: Questo articolo è stato elaborato da un sistema di Intelligenza Artificiale basandosi sulla fonte originale: Repubblica. Leggi originale →

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