Michele Mari ha conquistato il prestigioso Premio Strega 2026 con il suo romanzo «I Conviti di Pietra», un successo che ha visto un testa a testa serrato con Matteo Nucci. La cerimonia di premiazione, tenutasi in una sede inedita al Campidoglio di Roma l’8 luglio, ha rappresentato la chiusura dell’ottantesima edizione del concorso letterario d’Italia, intitolata «Quasi una vita» (dall’omonimo libro di Corrado Alvaro vincitore nel 1951).
L'edizione è stata caratterizzata da un significativo sottofondo polemico, legato a presunti commenti dello scrittore vincitore, Michele Mari, sulla scomparsa di Michela Murgia, finalista con il romanzo «Donnaregina». Le dichiarazioni, secondo alcuni resoconti, sarebbero state espresse durante una tappa del Premio Strega Tour, scatenando un dibattito che ha dominato i riflettori sull'evento. Nonostante le controversie, Mari ha ottenuto 190 voti contro i 152 di Nucci, consolidando la sua vittoria e replicando la doppietta di riconoscimenti ottenuta nel 2025 da Andrea Bajani con «L’anniversario».
La decisione della Fondazione Bellonci di ospitare la finale al Campidoglio ha segnato un'eccezione rispetto alla tradizionale sede di Villa Giulia, in onore dell'anniversario a cifra tonda del premio. La serata è stata particolarmente calda e ricca di momenti significativi, con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presente all’evento insieme al ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il brindisi per il vincitore è stato offerto da Andrea D’Angelo, vicepresidente di Strega Alberti Benevento.
Il romanzo «I Conviti di Pietra», ambientato in Sardegna e incentrato sulle dinamiche familiari e i segreti del passato, ha colpito il giurì per la sua profondità narrativa e la capacità di evocare atmosfere suggestive. L'opera di Mari si distingue per una scrittura elegante e raffinata, che affronta temi universali come l’amore, la perdita e il rapporto tra memoria e identità. La vittoria di Mari rappresenta un riconoscimento alla sua abilità letteraria e al suo impegno nel raccontare storie significative.